Alcuni bambini appaiono più goffi, lenti o in evidente difficoltà nelle attività quotidiane, anche le più semplici. Faticano a vestirsi, a usare le posate, a organizzare i movimenti nello spazio o a svolgere attività che per i loro coetanei risultano del tutto naturali.
Spesso queste difficoltà vengono fraintese e interpretate da genitori o insegnanti come disattenzione, pigrizia o “scarso impegno”. In realtà, in molti casi, queste sfide quotidiane possono essere legate a una difficoltà specifica del neurosviluppo chiamata disprassia.

Che cos’è la disprassia
La disprassia è una difficoltà nell’organizzazione e nella pianificazione del movimento. Non riguarda assolutamente la forza muscolare o la volontà del bambino, ma la sua capacità di programmare un’azione, organizzare i movimenti necessari ed eseguire le giuste sequenze.
Il bambino sa perfettamente cosa vuole fare, ma il suo cervello fatica a tradurre quell’intenzione in un’azione fluida. Come evidenziato anche dall’Associazione Italiana Disprassia dell’Età Evolutiva (AIDEE), la disprassia riguarda proprio il deficit nella pianificazione e organizzazione dell’azione intenzionale.
Come si manifesta nella vita quotidiana
Le difficoltà si palesano in diversi contesti della vita del bambino. Osservare questi aspetti è fondamentale, ricordando che alcune basi si costruiscono precocemente, come spiegato nel nostro articolo sulle tappe dello sviluppo motorio nel primo anno di vita.
- Nelle autonomie personali: Difficoltà a vestirsi, ad allacciare bottoni o tirare su le zip, estrema lentezza nella preparazione mattutina e impaccio nell’uso delle posate a tavola.
- Nel gioco: Difficoltà nei giochi di costruzione (es. Lego), scarsa organizzazione del gioco simbolico e tendenza a evitare le attività motorie di gruppo (come sport o giochi con la palla).
- A scuola: Difficoltà nella scrittura (disgrafia), lentezza nell’esecuzione dei compiti, scarsa organizzazione del banco e dello zaino.
I principali campanelli d’allarme
I segnali a cui un genitore o un insegnante dovrebbero prestare attenzione includono:
- Goffaggine generale e movimenti poco fluidi.
- Difficoltà marcata nell’eseguire azioni in sequenza.
- Estrema lentezza nello svolgimento di compiti pratici.
- Evitamento sistematico di attività che richiedono precisione manuale, un’abilità che deriva dalla coordinazione oculo-manuale acquisita nel primo anno di vita.
Disprassia, sviluppo globale e apprendimento
La disprassia non si limita al solo movimento. Può influenzare negativamente i tempi di attenzione, l’autonomia generale e, di conseguenza, l’autostima e le relazioni sociali del bambino, che potrebbe sentirsi inadeguato rispetto ai compagni.
A livello di apprendimento, il bambino comprende perfettamente le consegne, ma fatica a organizzarsi per eseguirle. Questo comporta problemi nella scrittura, difficoltà a gestire lo spazio sul foglio, lentezza nella copiatura dalla lavagna e affaticamento precoce. Il risultato è spesso una profonda perdita di sicurezza in se stessi.
Quando chiedere una valutazione a Catania
Quando queste difficoltà persistono nel tempo e iniziano a interferire pesantemente con la vita quotidiana, scolastica e sociale del bambino, è il momento di intervenire.
Presso la Clinica VR di Catania, il nostro team specializzato in riabilitazione pediatrica e neuropsichiatrica dell’età evolutiva offre valutazioni accurate. Attraverso l’intervento del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE), aiutiamo il bambino a sviluppare strategie più efficaci, lavorando su movimento, attenzione, pianificazione e autonomia.
Conclusione
La disprassia è una difficoltà reale e tangibile nell’organizzazione dell’azione. Quando i gesti quotidiani risultano eccessivamente faticosi o lenti, una valutazione specialistica tempestiva può aiutare la famiglia a comprendere la situazione e a intervenire con i giusti supporti, restituendo serenità al bambino.
Riferimenti bibliografici
- Ministero della Salute – Linee di indirizzo sui disturbi del neurosviluppo
- SINPIA – Raccomandazioni cliniche
- ISS – Linee guida
- WHO – Child development
- AAP – Developmental disorders
- NICE – Developmental coordination disorder
- AIDEE – www.aidee.it
Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono una valutazione fisioterapica o medica. In caso di sintomi o dubbi, rivolgiti a un professionista sanitario qualificato.