L’adolescenza è una fase di trasformazione nella quale cambiano contemporaneamente corpo, identità, relazioni sociali e rapporto con la famiglia. Il ragazzo o la ragazza inizia progressivamente a costruire una maggiore autonomia, mentre i genitori devono trovare un nuovo equilibrio tra protezione e possibilità di sperimentare.
Questo processo non è sempre lineare. Possono comparire conflitti, chiusura, irritabilità, difficoltà scolastiche, ritiro sociale o una maggiore distanza dalla famiglia.
Non ogni cambiamento adolescenziale rappresenta un problema psicologico. Tuttavia, quando il disagio persiste o compromette significativamente la vita quotidiana, può essere utile una valutazione professionale.
Perché la psicoterapia sistemico-relazionale guarda anche alla famiglia?
La prospettiva sistemico-relazionale non considera l’adolescente come una persona isolata dal proprio ambiente. Famiglia, scuola, amicizie e relazioni affettive rappresentano contesti fondamentali del suo sviluppo.
L’obiettivo non è stabilire che i genitori siano responsabili del problema. Al contrario, significa comprendere in quale fase si trova la famiglia e come tutti i suoi membri stanno cercando di adattarsi ai cambiamenti.
Un comportamento che appare problematico può assumere significati differenti a seconda della storia e del contesto nel quale emerge.
Il difficile equilibrio tra autonomia e protezione
Uno dei temi centrali dell’adolescenza riguarda la progressiva autonomia. Il genitore può sentire la necessità di mantenere maggiore controllo proprio nel momento in cui il figlio richiede maggiore libertà.
Può quindi instaurarsi un circuito nel quale:
- il genitore aumenta il controllo;
- l’adolescente aumenta l’opposizione;
- il genitore interpreta l’opposizione come ulteriore motivo per controllare;
- l’adolescente aumenta ancora la distanza.
La terapia sistemica cerca di comprendere questi circuiti senza ridurre la situazione a “genitore autoritario” o “adolescente problematico”.
Quando il problema sembra appartenere soltanto all’adolescente
A volte la richiesta di aiuto nasce perché il ragazzo presenta un sintomo specifico. Può trattarsi di:
- ansia;
- difficoltà emotive;
- ritiro;
- problemi comportamentali;
- difficoltà scolastiche;
- conflitti importanti;
- comportamenti a rischio.
La valutazione clinica deve naturalmente considerare il sintomo individuale. La prospettiva sistemica aggiunge l’osservazione delle relazioni e del momento del ciclo di vita familiare.
In famiglia è diventato difficile parlare con un figlio adolescente?
Un percorso di psicoterapia sistemico-relazionale, individuale, di coppia o familiare, aiuta a riconoscere gli schemi che si ripetono e a trovare modi nuovi di stare in relazione.
Prenota un colloquioScrivici su WhatsAppLa terapia coinvolge sempre i genitori?
Non necessariamente. Il setting può prevedere incontri individuali, familiari o differenti combinazioni, in funzione dell’età, della problematica, degli obiettivi e della valutazione dello psicoterapeuta.
In alcuni casi il coinvolgimento della famiglia rappresenta una parte importante dell’intervento. In altri può essere maggiormente indicato un percorso individuale.
Cosa dice la letteratura?
La terapia sistemica in età evolutiva è stata studiata in differenti condizioni. Le revisioni e meta-analisi disponibili indicano effetti favorevoli in diversi problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, pur sottolineando che l’efficacia non è identica per tutte le condizioni e che l’indicazione deve essere costruita sul problema specifico.
Per questo è importante evitare formule generiche come “la terapia familiare funziona per tutti gli adolescenti”. La valutazione clinica rimane centrale.
Quando può essere utile richiedere una valutazione?
È opportuno considerarla quando:
- il disagio persiste nel tempo;
- il ragazzo tende progressivamente a isolarsi;
- i conflitti familiari diventano molto intensi;
- il funzionamento scolastico o sociale cambia significativamente;
- genitori e figlio sembrano intrappolati negli stessi conflitti;
- importanti cambiamenti familiari stanno influenzando l’equilibrio del ragazzo;
- i genitori non riescono più a comprendere come affrontare la situazione.
Non aspettare che la situazione diventi grave
Un colloquio psicologico non equivale automaticamente all’inizio di una lunga psicoterapia. Può servire inizialmente a comprendere il problema, valutarne la rilevanza e decidere se sia necessario un intervento e quale impostazione sia più appropriata.
Domande frequenti
La terapia sistemica considera i genitori responsabili?
No. Cerca di comprendere le relazioni e le risorse del sistema familiare, evitando una logica basata sulla colpa.
L’adolescente deve partecipare insieme ai genitori?
Dipende dalla situazione clinica. Il terapeuta può prevedere sedute individuali, familiari o entrambe.
Quando un cambiamento adolescenziale deve preoccupare?
Quando è persistente, produce importante sofferenza o modifica significativamente scuola, relazioni, autonomia o vita familiare è opportuno richiedere una valutazione.
Quando un adolescente cambia in modo significativo e la famiglia non riesce più a comprendere come affrontare la situazione, un primo colloquio può aiutare a valutare il problema e stabilire quale tipo di intervento sia più appropriato. Presso lo Studio VR Catania del Dott. Muresan le valutazioni psicologiche in età adolescenziale sono seguite dalla Dott.ssa Valentina Costanzo.
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Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono una valutazione psicologica o medica. In caso di sintomi o dubbi, rivolgiti a un professionista sanitario qualificato.
