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Discopatia lombare e spondilosi: come aiutano fisioterapia e riabilitazione

Leggere “discopatia” o “spondilosi” in un referto può far pensare a una schiena fragile e destinata a peggiorare. Questi termini descrivono cambiamenti della colonna, ma da soli non spiegano quanto dolore si prova o quali attività si possono svolgere. La riabilitazione parte dalla persona: dai sintomi, dalle difficoltà quotidiane e dagli obiettivi da recuperare.

Il Dott. Razvan-Claudiu Muresan, fisioterapista e fondatore dello Studio VR Catania, guida un paziente con discopatia lombare nell’esercizio del cane da ferma

Che cosa sono discopatia lombare e spondilosi?

I dischi intervertebrali si trovano tra le vertebre e contribuiscono alla mobilità e alla distribuzione dei carichi. Discopatia lombare è un termine generale che indica un’alterazione di uno o più dischi nella parte bassa della schiena. Nei referti può riferirsi a cambiamenti come perdita di idratazione o riduzione dell’altezza del disco.

La spondilosi lombare descrive cambiamenti degenerativi che possono coinvolgere dischi, articolazioni e margini ossei delle vertebre. Possono comparire osteofiti, cioè piccole formazioni ossee. In alcuni casi questi cambiamenti si associano a un restringimento degli spazi attraversati dai nervi. [1]

Spondilosi, spondilolisi e spondilolistesi sono condizioni diverse: la spondilolisi riguarda un difetto di una porzione ossea vertebrale; la spondilolistesi indica lo scivolamento di una vertebra rispetto a quella vicina. È quindi importante usare la diagnosi esatta riportata nel referto e chiarirla con il professionista.

Un disco degenerato provoca sempre dolore?

No. Una revisione sistematica ha documentato reperti degenerativi anche in persone senza mal di schiena, con frequenza crescente con l’età. Questo non significa che la risonanza sia inutile: significa che deve essere interpretata insieme alla storia clinica e alla visita. [2]

Il referto è una parte della valutazione. Il dolore può essere influenzato anche dalla sensibilità dei tessuti e del sistema nervoso, dalla capacità di sostenere le attività e da fattori come sonno e stress. Una stessa immagine può accompagnarsi a esperienze molto diverse.

Quali sintomi richiedono attenzione?

Possono esserci dolore lombare, rigidità e difficoltà nel mantenere una posizione o svolgere attività. Se il dolore si estende alla gamba, soprattutto con formicolio, perdita di sensibilità o debolezza, serve una valutazione per verificare un eventuale coinvolgimento nervoso. Il dolore alla gamba non equivale automaticamente a un’ernia del disco. [3]

Quando cercare assistenza urgente

Rivolgiti subito al pronto soccorso se compaiono nuove difficoltà a urinare, perdita del controllo di vescica o intestino, riduzione della sensibilità nell’area genitale o perineale, oppure debolezza importante o rapidamente progressiva delle gambe. Il mal di schiena dopo un trauma significativo o associato a febbre e malessere richiede una pronta valutazione medica. [3, 4]

Serve sempre una risonanza prima della fisioterapia?

Le linee guida NICE sconsigliano gli esami di imaging di routine per la lombalgia senza indicazioni specifiche. In ambito specialistico si considerano quando il risultato può modificare il trattamento. [4]

La valutazione comprende andamento dei sintomi, movimento, attività limitate e, quando indicato, esame neurologico. In presenza di segnali sospetti, il fisioterapista indirizza il paziente alla valutazione medica appropriata.

Mal di schiena da discopatia o spondilosi?

Partiamo da una valutazione della colonna e del movimento per capire cosa mantiene il dolore e impostare un percorso di terapia manuale ed esercizio terapeutico su misura.

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Che cosa può migliorare con la riabilitazione?

L’obiettivo è ridurre le limitazioni, recuperare capacità fisica e aumentare l’autonomia. La fisioterapia non promette di riportare il disco al suo aspetto originario: può aiutare a muoversi e vivere meglio anche quando i reperti radiologici restano presenti.

Gli obiettivi devono essere concreti: camminare più a lungo, dormire meglio, lavorare con meno interruzioni o tornare a un’attività sportiva. I progressi si valutano attraverso queste capacità, oltre che con l’intensità del dolore.

Esercizio terapeutico personalizzato

Le linee guida fisioterapiche del 2021 sostengono l’uso dell’esercizio nella lombalgia, con scelte adattate al quadro clinico. Il programma può includere rinforzo e resistenza muscolare, controllo del movimento, attività aerobica ed esercizi funzionali. [5]

Non esiste una sequenza valida per ogni discopatia. Carico, frequenza e difficoltà si regolano in base alla risposta e agli obiettivi. Un percorso utile collega gradualmente gli esercizi alle attività da recuperare, come alzarsi da una sedia o sollevare un oggetto.

Informazione e gestione quotidiana

Capire il problema aiuta a prendere decisioni e affrontare il movimento con maggiore fiducia. Per la lombalgia cronica primaria, l’OMS propone un approccio centrato sulla persona che può comprendere educazione, esercizio e interventi psicologici quando appropriati. Queste raccomandazioni riguardano quella specifica forma di lombalgia e non sostituiscono la gestione di patologie specifiche. [6]

Terapia manuale e trattamenti passivi

La terapia manuale può essere considerata come supporto all’interno di un percorso che comprende esercizio. NICE non raccomanda di routine trazione, TENS e ultrasuoni per lombalgia con o senza sciatica. [4] Una tecnica o un’apparecchiatura va scelta per la sua utilità nel singolo caso, evitando promesse di “rigenerazione” del disco.

Quanto dura il percorso?

Non esiste un numero di sedute determinato dalla sola parola “discopatia”. Durata e frequenza dipendono dalle limitazioni iniziali, dall’eventuale coinvolgimento neurologico, dagli obiettivi e dalla risposta al programma. Sono previste rivalutazioni: se il recupero non procede, si riconsiderano il piano e l’eventuale necessità di approfondimenti.

Domande frequenti

Posso fare palestra?

Il programma va adattato alla situazione clinica e alla capacità attuale. La presenza di reperti degenerativi, da sola, non permette di stabilire quali esercizi siano adatti o da evitare.

È necessario operarsi?

Discopatia e spondilosi non comportano automaticamente un intervento. La valutazione chirurgica dipende dal quadro complessivo, in particolare da deficit neurologici, limitazioni importanti e risposta alle cure conservative. [3]

Devo aspettare che il dolore sparisca per muovermi?

In molti casi si può mantenere un’attività adattata ai sintomi. Le linee guida incoraggiano a continuare le normali attività compatibili con la condizione clinica. [4] Sintomi neurologici nuovi o in peggioramento richiedono invece una rivalutazione.

Fisioterapia per il mal di schiena a Catania

Un referto non definisce da solo il tuo percorso. Allo Studio VR Catania del Dott. Muresan la fisioterapia per il mal di schiena parte sempre da una valutazione, per capire quali attività recuperare e costruire un programma sostenibile, anche all’interno di un percorso di fisioterapia ortopedica. Se il dolore è legato alle molte ore passate alla scrivania, può esserti utile anche l’articolo Smart working e mal di schiena.

Oltre la cura, la comprensione.

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Fonti scientifiche e linee guida

  1. American Association of Neurological Surgeons. Osteoarthritis e spondylosis.
  2. Brinjikji W et al. Systematic Literature Review of Imaging Features of Spinal Degeneration in Asymptomatic Populations. AJNR. 2015;36:811–816. doi:10.3174/ajnr.A4173.
  3. American Association of Neurological Surgeons. Low Back Pain.
  4. NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management, NG59. 2016; aggiornamento 2020.
  5. George SZ et al. Interventions for the Management of Acute and Chronic Low Back Pain: Revision 2021. J Orthop Sports Phys Ther. 2021;51(11):CPG1–CPG60. doi:10.2519/jospt.2021.0304.
  6. World Health Organization. WHO guideline for non-surgical management of chronic primary low back pain in adults in primary and community care settings. 2023.

Fonti consultate il 4 ottobre 2026.

Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono una valutazione fisioterapica o medica. In caso di sintomi o dubbi, rivolgiti a un professionista sanitario qualificato.