Camminare, alzarsi dalla sedia, girarsi nel letto: la fisioterapia aiuta ad affrontare le difficoltà del movimento attraverso esercizi e strategie personalizzate. Ecco cosa indicano le linee guida e la ricerca scientifica.
La malattia di Parkinson può rendere più difficili gesti che prima avvenivano quasi automaticamente. I movimenti diventano più lenti, i muscoli più rigidi e il cammino può cambiare. Possono comparire anche problemi di equilibrio, stanchezza e disturbi del sonno. Le manifestazioni e la loro evoluzione variano da persona a persona. [5]
La fisioterapia fa parte del percorso di cura: insieme ai trattamenti medici, può aiutare a migliorare il movimento e sostenere l’autonomia nella vita quotidiana. [1]

Quando iniziare la fisioterapia?
Le linee guida NICE suggeriscono di considerare una valutazione con un fisioterapista esperto di Parkinson già nelle fasi iniziali, per ricevere informazioni, consigli e indicazioni sull’attività fisica. Raccomandano inoltre una fisioterapia specifica quando sono presenti difficoltà motorie o di equilibrio. [2]
Questo significa che non occorre aspettare una perdita importante di autonomia per parlarne con il proprio neurologo. Una valutazione precoce permette di conoscere le proprie capacità e impostare un percorso adatto alle esigenze personali.
Su cosa lavora il fisioterapista?
Le linee guida dell’American Physical Therapy Association indicano diversi interventi, da scegliere e combinare in base alla valutazione: [1]
- Esercizio aerobico, come cammino o cyclette adattati, per allenare la resistenza.
- Rinforzo muscolare, con carichi progressivi, per migliorare la forza.
- Allenamento dell’equilibrio, per lavorare sul controllo del corpo.
- Training del cammino, per affrontare le difficoltà nei passi e negli spostamenti.
- Esercizi sui gesti quotidiani, come alzarsi, sedersi e cambiare posizione.
Gli obiettivi devono essere concreti e significativi per la persona: raggiungere un negozio, muoversi in casa o tornare a svolgere un’attività importante.
Quando i piedi sembrano “incollati” al pavimento
Alcune persone sperimentano il freezing: un blocco temporaneo del cammino, nonostante l’intenzione di avanzare.
Il fisioterapista può valutare l’impiego di segnali esterni, chiamati anche cue: un ritmo sonoro, riferimenti visivi o indicazioni mirate che aiutano a organizzare il passo. Queste strategie possono migliorare alcuni aspetti del cammino, ma vanno provate e adattate alla singola persona, verificandone utilità e sicurezza. [1]
Il Parkinson sta limitando i movimenti di tutti i giorni?
Valutiamo equilibrio, cammino e autonomia nelle attività quotidiane per impostare un programma di fisioterapia neurologica su misura, anche con la realtà virtuale.
Prenota una valutazioneScrivici su WhatsAppCosa dimostrano gli studi scientifici?
Una revisione Cochrane pubblicata nel 2024, comprendente oltre 150 studi, ha riscontrato benefici di diverse forme di esercizio sui sintomi motori e sulla qualità di vita. [3]
La ricerca, però, non identifica un’unica attività migliore per tutti. La certezza delle prove varia e molti studi riguardano persone con Parkinson lieve o moderato. La scelta deve quindi tenere conto delle difficoltà presenti, delle preferenze e della possibilità di praticare l’attività con continuità.
Anche l’esercizio a domicilio può avere un ruolo. Nello studio Park-in-Shape, un programma di cyclette svolto a casa con supervisione a distanza ha prodotto risultati favorevoli sui sintomi motori valutati nella fase “off”, quando l’effetto dei farmaci è ridotto, in persone con Parkinson lieve. Il risultato sostiene il valore dell’esercizio strutturato, ma non dimostra che esso arresti la malattia. [4]
La fisioterapia può guarire il Parkinson?
Attualmente non esiste una cura risolutiva per la malattia di Parkinson. Farmaci, riabilitazione e, in alcuni casi, trattamenti chirurgici possono contribuire alla gestione dei sintomi. [5]
Gli studi sull’esercizio mostrano benefici funzionali, ma migliorare il movimento non equivale a dimostrare un rallentamento della neurodegenerazione. Gli eventuali effetti dell’esercizio sulla progressione della malattia richiedono ulteriori conferme. [4]
Esiste un numero di sedute valido per tutti?
Le linee guida non propongono un pacchetto universale. Il percorso deve rispondere alle condizioni cliniche, agli obiettivi e alle necessità della persona, con una valutazione dei risultati e un adattamento del programma. [1]
L’attività scelta deve essere sostenibile anche nella quotidianità. Cammino, danza, esercizi in acqua e altre forme di movimento possono offrire benefici, ma la sicurezza richiede attenzione: negli studi sono stati segnalati anche cadute e dolore, e i dati disponibili non permettono di stabilire quale attività comporti meno rischi. [3]
Il primo passo è una valutazione personalizzata: conoscere le difficoltà, individuare obiettivi realistici e costruire un programma di movimento da integrare nel percorso di cura.
Fisioterapia neurologica a Catania
Allo Studio VR Catania del Dott. Muresan il percorso per le persone con Parkinson parte da una valutazione fisioterapica, da affiancare alle indicazioni del neurologo che segue la terapia. Trovi le informazioni sul servizio nella pagina Fisioterapia neurologica. Quando spostarsi è difficile, si può valutare anche la fisioterapia domiciliare.
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Riferimenti scientifici
- Osborne JA et al. Physical Therapist Management of Parkinson Disease: A Clinical Practice Guideline From the American Physical Therapy Association. Physical Therapy. 2022;102(4):pzab302. doi:10.1093/ptj/pzab302.
- NICE. Parkinson’s disease in adults, NG71, raccomandazioni 1.7.2–1.7.3.
- Ernst M et al. Physical exercise for people with Parkinson’s disease: a systematic review and network meta-analysis. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2024;4:CD013856. doi:10.1002/14651858.CD013856.pub3.
- van der Kolk NM et al. Effectiveness of home-based and remotely supervised aerobic exercise in Parkinson’s disease: a double-blind, randomised controlled trial. Lancet Neurology. 2019;18(11):998–1008. doi:10.1016/S1474-4422(19)30285-6.
- NHS. Parkinson’s disease.
Articolo informativo rivolto a pazienti e familiari. Le indicazioni sull’esercizio devono essere adattate alla situazione clinica individuale e non sostituiscono una valutazione fisioterapica o medica.
Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono una valutazione fisioterapica o medica. In caso di sintomi o dubbi, rivolgiti a un professionista sanitario qualificato.